Abstract:
Nel presente elaborato vorrei trattare alcuni dei punti principali della teoria dell’immaginazione di Sartre, esposta nel suo testo L’immaginario del 1940.
La proposta sartriana si costituisce sulla scorta dei suoi studi di psicologia fenomenologica dell’immaginazione, che elabora a partire dallo studio della filosofia husserliana ed in opposizione alla concezione empirista humiana di naturalizzazione della nozione di idea (quale percezione illanguidita).
Per Sartre l’immagine mentale consiste in una forma di coscienza, un atto, un modo in cui la coscienza si rapporta alla trascendenza sensibile. L’immagine mentale fa parte della coscienza intenzionale, laddove con intenzionalità si intendono i modi attraverso cui la coscienza si rapporta a ciò che “è altro da sé”.
Dopo aver approfondito il nesso fra immagine e percezione, il rapporto tra immagine mentale e coscienza intenzionale e la natura dell’immagine mentale come atto della coscienza posizionale, ultimerò questo breve elaborato trattando il nesso fra immaginazione e libertà, tema che consente a Sartre di trarre la conclusione secondo cui la dimensione immaginativa sancisce lo spazio della libertà nella coscienza umana – nonché passaggio fondamentale che gli permetterà di intraprendere la stesura di L’essere e il nulla del 1943–.